Per localizzatori satellitari si intendono quei dispositivi hardware, in grado di fornire la posizione corrente a distanze molto elevate grazie all’integrazione al loro interno di un modulo GSM che permette la trasmissione delle informazioni in tutto il mondo attraverso la rete cellulare. I localizzatori satellitari posso poi essere suddivisi in due macro categorie i localizzatori punto-punti e quelli GPRS.
Nel caso dei primi questo tipo di trasmissione è anche detta Machine to Machine, dato che la trasmissione avviene da una SIM DATI (alloggiata all’interno del localizzatore) a un’altra SIM DATI (alloggiata all’interno del MODEM GSM appositamente installato sul PC di gestione dello storico e del cartografico). Con questa soluzione si ha la massima sicurezza sia per quanto riguarda il collegamento ma soprattutto per la riservatezza dei dati che compiono il tragitto più breve per giungere al database cronologico dello storico. D’altro canto è la soluzione più dispendiosa dal punto di visto gestionale. Il costo della connessione in diretta è tariffato come una chiamata voce.
Parlando invece dei sistemi GPRS, che in telecomunicazioni significa, General Packet Radio Service (GPRS) è una delle tecnologie di telefonia mobile cellulare. Viene convenzionalmente definita di generazione 2.5, vale a dire una via di mezzo fra la seconda (GSM) e la terza generazione (UMTS). Quindi il localizzatore GPS raccoglie X punti definiti dall’utente, li impacchetta, e tramite la connessione GPRS spedisce il pacchetto tramite INTERNET all’indirizzo IP del nostro SERVER di ricezione, dotato di cartografico.
Molto spesso però l’indirizzo IP fornito dal nostro gestore non è STATICO, bensì DINAMICO, quindi cambia ogni volta che ci sconnettiamo col server da internet, nasce cosi l’esigenza di far transitare i dati attraverso un server di terze parti che mantiene fisso il suo IP e reindirizza i pacchetti sul nostro PC, compromettendo cosi la riservatezza delle informazioni. Al contrario della precedente soluzione il GPRS è caratterizzato da costi di gestione estremamente ridotti. In tutti e due i sistemi di localizzazione satellitare, bisogna fare molta attenzione al posizionamento dell’antenna satellitare, che diventa poco sensibile se non posizionata in modo corretto, quindi si suggerisce di solito di non montarla sotto parti metalliche o atro materiale di natura ferrosa, ma soprattutto prestare sempre la massima attenzione al verso dell’antenna GPS che deve essere sempre girata verso il cielo.
E’ necessario sapere anche che di localizzatori satellitari ce ne sono svariati tipi, che differiscono per caratteristiche tecniche, dimensioni, modalità di gestione dello storico, e via discorrendo. I localizzatori GPS si suddividono in professionali e non professionali, la grande caratteristica che li differenzia è il tipo di gestione delle informazioni ricevute che possono essere visualizzate su un telefono di ultima generazione tipo smart-phone oppure nel caso dei professionali vengono visualizzate su una cartografia dedicata su un server oppure un pc con modem per connessione dati, che oltre alla semplice visualizzazione permette anche di salvare tutto il tragitto del localizzatore satellitare all’interno di un archivio, detto anche database o storico. In più i localizzatori satellitari possono essere alloggiati sia all’interno che all’esterno del veicolo in questione.
Logicamente se il dispositivo GPS viene posizionato nell’abitacolo della macchina si cerca di norma di collegarlo ad una linea di alimentazione fissa, mentre se per esigenze operativi è necessario lasciare il dispositivo di localizzazione al di fuori del veicolo si rende necessario l’utilizzo di pacchi batterie magnetici composti da diversi elementi da 3,6V ad alto amperaggio, in questo modo aumentando il numero dei suddetti elementi proporzionalmente va ad aumentare anche l’autonomia del localizzatore GPS. Per riuscire ad aumentare notevolmente la durata delle batterie si è pensato anche di integrare all’interno del dispositivo atto a localizzare, un piccolissimo sensore di movimento meccanico, nello specifico un sensore di movimento al mercurio, in grado di abilitare e disabilitare i vari moduli interni al localizzatore in base all’esigenza di utilizzo di questi ultimi, in questo modo si limitano al minimo i consumi di energia elettrica che si sarebbe adoperata per tenere perennemente sotto alimentazione l’intero dispositivo.
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