Dalla notte dei tempi lo spionaggio è sempre esistito per ragioni prettamente militari o personali, politiche o economiche. Senza andare tanto indietro nel tempo pensiamo allo spionaggio avvenuto nella seconda guerra Mondiale tra la Germania e l’Inghilterra, oppure subito dopo la fine della guerra dove il mondo è sempre rimasto con il fiato sospeso per le battaglie segrete avvenute nel periodo della “ guerra fredda” tra Unione Sovietica e il resto del mondo.
Con il passare del tempo lo spionaggio da pratica militare, si è esteso anche tra le imprese civili ed è appunto conosciuto come spionaggio industriale. Lo spionaggio industriale si prefigge, come scopo, l’accaparrarsi dei segreti industriali, oppure le strategie finanziarie del concorrente. Lo spionaggio in generale è un’arte, lo spionaggio industriale è un derivato moderno che pochi conoscono, fatto di piccole cose messe insieme con pazienza ed utilizzando la tecnologia elettronica più sofisticata per ottenere i risultati migliori. Tanti lettori si ricorderanno della vicenda che coinvolse due colossi dell’industria aerea nella vicenda sulla commessa per la fornitura di aerei passeggeri tra l’americana Boeing ed il consorzio europeo Airbus con la vincita dei primi grazie allo spionaggio industriale che entrambi praticavano.
Evidentemente lo spionaggio industriale dell’americana Boeing era più agguerrito. Una piccola precisazione, quando parliamo di spionaggio industriale o spionaggio, la maggior parte delle persone pensa immediatamente allo 007 creato da Fleming, nella finzione cinematografica, in realtà si commette un grossolano errore perché 007 non era una spia ma un agente segreto e la differenza è notevole. La spia, io personalmente la chiamerei tecnico dell’informazione, e’ colui che osserva, prende nota, ascolta, intercetta, decripta, deduce e confronta i dati in modo analitico fino ad ottenere dei risultati tangibili nel campo in cui si applica, in particolare senza lasciare tracce, l’agente segreto è colui che interviene direttamente.
Tutto questo si chiama anche spionaggio industriale Chi si occupa di spionaggio industriale agisce nell’ombra e con discrezione, è una persona senza volto, fuori dalle regole tradizionali della società, potrebbe essere il vostro vicino di casa o collega di lavoro e nessuno lo verrebbe a sapere, neppure dopo aver ottenuto le informazioni desiderate il tecnico dell’informazione, comunemente chiamato spia, si metterebbe in mostra.
La spia che si occupa di spionaggio industriale utilizza le più sofisticate apparecchiature per assolvere a tale compito, come ad esempio intercettare le reti wireless attraverso tecniche come lo sniffing dei pacchetti trasmessi dal medesimo WiFi, potrebbe utilizzare apparati trasmittenti per captare le comunicazioni ambientali o telefoniche, addirittura nello spionaggio industriale, settore particolarmente ricco di finanziamenti, il tecnico dell’informazione, potrebbe avere a disposizione le apparecchiature per intercettare i telefoni cellulari, di conseguenza anche gli Sms o le immagini trasmesse con sistemi MMS dai comuni cellulari o dagli allarmi.
Lo spionaggio industriale ha un protocollo severo che prevede l’utilizzo di tutto ciò che serve per raggiungere lo scopo, dalla disciplina denominata HUMINT abbreviazione delle parole HUMan INTelligence che è l’attività di raccolta delle informazioni e di contatti interpersonali all’utilizzo di sistemi più tecnologici, come il SIGINT che corrisponde a SIGnals INTelligence che è l’attività di raccolta di informazioni tramite intercettazioni, conseguentemente lo spionaggio industriale prevede l’utilizzo di apparati di intercettazione come ad esempio il controllo dei PC, l’installazione di software sui telefoni cellulari, il monitoraggio dei fax, di internet ecc.
Un buon tecnico dell’informazione, che lavora nell’ombra, alcune volte impiega settimane se non mesi, solo per poter installare una semplice microspia sulla linea telefonica del soggetto o dei soggetti che si occupano dello sviluppo di un determinato progetto segreto.
La spia deve camuffarsi, inventare situazioni credibili e improvvisare sul momento cosa deve fare, magari travestito da facchino, oppure da trasportatore e riuscire a consegnare un pacco direttamente all’interessato, magari non in azienda, ma direttamente a casa.
Tutto questo fa parte dello spionaggio industriale, basti pensare che esistono delle trasmittenti ambientali così sottili, complete di batterie, da essere nascoste dentro alle copertine dei libri, naturalmente quelle importanti, quelle leggermente più spesse come quelle dei dizionari.
Oppure delle trasmittenti Gsm occultate dentro ai mouse del PC, per non parlare delle decine di oggetti che si adattano perfettamente all’installazione di sistemi di monitoraggio che sono di uso comune negli uffici. Un esempio ? la vostra bella presa multipla a sei o otto posti, con protezione contro i cortocircuiti, chiamata in gergo “ciabatta” che viene posta accanto alla scrivania o nelle immediate vicinanze. Sorpresi? Per uno addetto ai lavori questa presa multipla è un oggetto usato per lo spionaggio industriale.
Qualche volta vi sarà capitato di vedere un alimentatore per telefoni cellulari apparentemente in disuso, ma infilato nella presa elettrica, essendo di uso comune non ci si fa caso, ma all’interno potrebbe esserci un sistema di monitoraggio ambientale con una trasmittente Gsm, anche questo oggetto fa parte del corredo del tecnico che si occupa di spionaggio industriale.
Quello fino a qui elencato non è che la sintesi di un programma studiato analiticamente a tavolino con un le percentuali di fattibilità, di risorse, di costi e di ricavi chiamato progetto di: spionaggio industriale
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